917
di Valerio Massimo
Valerius Maximus in factorum et dictorum memorabilium libris multa memorabilia narravit, itaque factum singulare et maxime memorabile L.Paulo consuli evenit. Ubi ei bellum cum rege Perse erat et domum e curia revenerat filioam suam nomine Tertiam admodum parvulam invenit et eam tristem animadverit eam sic interrogavit “Cur in tuo ore maestitia est?” ei filia respondit “Persa periit”. Puella autem catellum nomine persam in deliciis habuerat et nunc ille decesserat. Arripuit igitur omen Paulus exque fortuito verbo certam spem clari triumphi animo praesumpsit.
Valerio Massimo nei libri degli eventi e dei detti narrò molte cose memorabili; perciò al console Lucio Paolo accadde un fatto singolare e massimamente memorabile. Quando faceva la guerra contro re Perseo, era tornato a casa dalla curia, trovò la sua figlioletta di nome Terzia, molto piccola, e la vide triste; così la interrogò: “Perché c’è tristezza sul tuo volto?”. La figlia gli rispose: “Perseo è morto”. Invero la fanciulla aveva avuto nelle grazie un cagnolino di nome Perseo ed ora quello era deceduto. Paolo apprese dunque il presagio e da quella parola fatale presuppose nella mente la concreta speranza di un trionfo insigne.
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916
di Sallustio
Cum locus delectus et tempus constitutum esset ad colloquium, rex Bocchus Sullam modo, modo Iugurthae legatum appellabat, benigne habebat, idem eis promittebat. Illi pariter laeti ac spei bonae pleni erant. Sed nocte proxima ante diem colloquio decretum, Maurus amicos adhibuit ac statim removit secum ipse multa volvens, vultu et oculis et animo varius. Postremo Sullam arcessi iubet et ex illius sententia Numidae insidias tendit. Deinde, ubi dies advenit et ei nuntiatum est Iugurtham haud procul esse, cum paucis amicis et quatore nostro quasi honoris causa obvius procedit in tumulum, ita ut omnes illos conspiciant. Ad eundem tumulum Numida cum nonnulis necessariis suis, inermis, accedit ac statim, signo dato, eum simul invadunt milites. Ceteri obtruncantur, Iugurtha vinctus Sullae traditur et ab eo ad Marium deducitur.
Scelto il luogo e essendo stato deciso il tempo per il colloquio, il re Bocco chiamava sia Silla che il luogotenente di Giugurta, li trattava benevolmente e allo stesso modo ad essi faceva promesse. Quelli erano ugualmente lieti e pieni di buona speranza. Ma nella notte successiva prima del giorno deciso per il colloquio, Mauro convocò gli amici e subito dopo li allontanò da sè, meditando a lungo fra sé, pensando molte cose e cambiato nell’espressione del volto e degli occhi dell’animo. Alla fine, tuttavia, ordina che sia chiamato Silla e secondo il suo consiglio tende un agguato a Numida. Infine, quando viene il giorno e gli fu annunziato che Giugurta non era lontano, con pochi amici e col nostro questore gli va incontro su un’altura come per rendergli onore in modo che tutti quelli vedano. Su quell’altura Numida, con un gran numero di suoi amici, senz’armi si reca, e d’improvviso, dato il segnale, i soldati lo assalgono da tutte le parti contemporaneamente. Tutti gli altri sono trucidati; Giugurta, sconfitto, viene consegnato a Silla e da lui è condotto a Mario.
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