“La fama dei Macedoni”

Eumenes, cum neque magnas copias neque firmas haberet, quod et inexercitatae et non multo ante erant contractae adventare autem dicerentur Hellespontumque transisse Antipater et Crateros magno cum exercitu Macedonum viri cum claritate tum usu belli praestantes – Macedones vero milites ea tum erant fama qua nunc Romani feruntur: etenim semper habiti sunt fortissimi qui summa imperii potirentur -. Eumenes intellegebat si copiae suae cognossent adversus quos ducerentur non modo non ituras sed simul cum nuntio dilapsuras. Itaque hoc ei visum est prudentissimum ut deviis itineribus milites duceret in quibus vera audire non possent et his persuaderet se contra quosdam barbaros proficisci.

Eumene aveva truppe scarse e non molto valide, perché non allenate ed arruolate di recente, e si diceva che si avvicinavano e avevano già passato l’Ellesponto con un grande esercito di Macèdoni, Antìpatro e Crátero, uomini insigni e per gloria e per esperienza militare – i soldati Macedoni avevano allora la fama che hanno adesso i Romani: quelli che conquistano il supremo potere sono sempre stati ritenuti i più forti -. Eumene si rendeva conto che se i propri soldati avessero saputo contro chi erano condotti, non solo non non si sarebbero mossi, ma si sarebbero subito sbandati alla prima notizia. Così gli sembrò il partito più saggio di condurre i soldati per vie traverse, in cui non potessero venire a sapere la verità e di far loro credere che erano in marcia contro certi barbari.

Lascia un commento